Check Your Dinner

#Checkyourdinner è l’evento benefico organizzato dalla Fondazione Sandro Pitigliani in collaborazione con Italy to Home, il portale dedicato alle eccellenze della ristorazione.

Come funziona? 

Sei un ristorante di Prato che fa delivery? Vuoi farti conoscere? Unisciti ad una buona causa! Partecipa al contest gratuito #Checkyourdinner ideato da Italy to Home a favore della Fondazione Sandro Pitigliani.

Parteciperai all’iniziativa proponendo il tuo migliore “menu delivery”, che potrà essere acquistato online sul portale www.italytohome.com nel weekend da venerdì 27 a domenica 29 Novembre 2020. Contribuirai così all’acquisto di un ecografo per il Centro di Prevenzione Oncologica Eliana Martini di Prato. Per ulteriori informazioni compila il form sotto e sarai ricontattato.

#Checkyourdinner fa parte di #Checkyourboobs, l’evento realizzato dalla Fondazione Sandro Pitigliani, in collaborazione con le istituzioni del territorio, per prevenire e supportare le donne colpite dal cancro al seno (è sempre attiva la vendita delle magliette sul nostro sito e nei negozi aderenti il cui ricavato andrà a sostenere l’acquisto di un ecografo per il Centro di Prevenzione Oncologica Eliana Martini di Prato).

Al convegno sono stati trattati vari temi, tra cui la prevenzione, e hanno partecipato Matteo Biffoni (Sindaco di Prato), Giovannella Pitigliani Sini (Presidente della Fondazione Pitigliani), la dott.ssa Laura Biganzoli (coordinatore del Centro di Senologia del Nuovo Ospedale S. Stefano di Prato), la dott.ssa Anna Cruciani (responsabile Senologia Radiologica del Centro di Prevenzione Oncologica), il dott. Maurizio Bartolucci (direttore di Radiologia del Nuovo Ospedale di Prato) e il dott. Luca Malorni (responsabile del Laboratorio traslazionale SOC oncologia medica Nuovo Ospedale di Prato).

ADERISCI A #CHECKYOURDINNER

Check your boobs day: il convegno

#CheckYourBoobs è un evento che si è tenuto sabato 24 ottobre 2020 presso il Museo del Tessuto (Prato), organizzato dalla Fondazione Sandro Pitigliani per prevenire e supportare le donne colpite dal cancro al seno.

Nel rispetto delle ultime indicazioni  della normativa anti-Covid  molte delle attività programmate sono state sospese. Si è tenuto comunque il convegno pomeridiano (trasmesso in streaming) in cui si è trattato il tema della ricerca e dell’importanza della prevenzione del tumore al seno.

Hanno partecipato il Sindaco di Prato Matteo di Prato, Giovannella Pitigliani (Presidente della Fondazione Pitigliani), la dott.ssa Laura Biganzoli (coordinatore del Centro di Senologia del Nuovo Ospedale S. Stefano di Prato), la  dott.ssa Anna Cruciani (responsabile Senologia Radiologica del Centro di Prevenzione Oncologica), il dott. Maurizio Bertolucci (direttore di Radiologia del Nuovo Ospedale di Prato) e il dott. Luca Malorni (responsabile del Laboratorio traslazionale SOC oncologia medica Nuovo Ospedale di Prato).

 

Innovativo studio del tumore della mammella a Prato

Il reparto diretto dal dottor Angelo Di Leo ha ricevuto il prestigioso “Investigator Grant” per il progetto curato dal team del dottor Luca Malorni. Il premio consiste in un finanziamento da 770mila euro in 5 anni per portare a termine i test.

Il reparto diretto dal dottor Angelo Di Leo ha ricevuto il prestigioso “Investigator Grant” per il progetto curato dal team del dottor Luca Malorni. Il premio consiste in un finanziamento da 770mila euro in 5 anni per portare a termine i test
Innovativo studio del tumore della mammella in fase avanzata, l’Oncologia di Prato premiata da Airc
L’oncologia del Santo Stefano di Prato, diretta dal dottor Angelo Di Leo, è stata premiata dalla Fondazione Italiana per la ricerca sul cancro (Airc), con il prestigioso “Investigator Grant”.
La struttura oncologica pratese è accreditata Centro di eccellenza a livello nazionale e da anni, grazie al dottor Di Leo, è stata costituita una rete di collaborazioni scientifiche in ambito nazionale ed internazionale. “Da tempo siamo fortemente impegnati nel campo della ricerca che deve avanzare insieme all’assistenza – spiega Di Leo – è indispensabile che la terapia sia associata alla ricerca per offrire ai pazienti la miglior cura possibile. Il riconoscimento di Airc conferma il lavoro svolto ed è il risultato della capacità professionale e della disponibilità e collaborazione del personale. Siamo orgogliosi di aver ricevuto questo importante premio che sicuramente apre importanti nuove prospettive di ricerca.”
Airc ha premiato il progetto presentato dal dottor Luca Malorni, oncologo e ricercatore che opera nella struttura ospedaliera pratese nell’ambito del Dipartimento oncologico diretto dalla dottoressa Luisa Fioretto. Si tratta di oltre 770mila euro nell’arco dei cinque anni per lo studio dei tumori della mammella in fase avanzata o metastatica che manifestano i recettori ormonali e rappresentano la forma più frequente di tumore al seno.
Il premio “Investigator Grant” è destinato a progetti selezionati da esperti internazionali per la loro rilevanza al cancro, l’innovatività, la fattibilità ed il potenziale impatto positivo sui pazienti. Le donne con tumore al seno possono essere trattate con una terapia standard a base di farmaci anti-ormonali in associazione con farmaci a bersaglio molecolare (noti come inibitori di CDK4/6). Questo tipo di trattamento è molto efficace nel controllare la malattia metastatica nella maggior parte delle pazienti e garantisce una buona qualità di vita anche in considerazione degli scarsi effetti collaterali.
Nel 10-15% dei casi non si osserva però alcun beneficio dalla terapia e conseguentemente gli oncologi non hanno informazioni accurate su come proseguire le cure, dovendo spesso scegliere l’utilizzo della chemioterapia che ha effetti collaterali più marcati. E’ stato proprio questo il punto di partenza dei ricercatori: hanno identificato dei test molecolari che potrebbero permettere di riconoscere precocemente quei casi che non avrebbero benefici dai trattamenti con terapia standard.
Questi test, in alcuni casi effettuabili sul sangue senza necessità di eseguire biopsie invasive, permetterebbero di indirizzare quel 10-15% di pazienti verso forme di terapie più efficaci. I risultati ottenuti finora con questi test sono promettenti ma è comunque necessario proseguire la ricerca aumentando il numero delle pazienti in modo da poter confermare la loro reale utilità clinica.
Il progetto permetterà di approfondire questi studi ed in particolare il finanziamento di Airc sarà destinato ad uno studio clinico per la raccolta di campioni di sangue e tessuto tumorale su cui verranno effettuati i test di laboratorio. Lo studio, guidato dal team pratese, coinvolgerà altri centri oncologici italiani.
“Siamo riconoscenti ad Airc – ci tiene a sottolineare Malorni – anche per il supporto che ci ha offerto negli anni passati, i finanziamenti ottenuti ci hanno permesso, circa sei anni fa, di far partire il nostro programma di ricerca e di crescere sia come ricercatori che come gruppo, sempre nell’interesse dei pazienti.”
Il progetto di ricerca prevede anche una serie di esperimenti che saranno condotti nel laboratorio di ricerca traslazionale e nell’unità di bioinformatica dell’ospedale Santo Stefano di Prato per capire quali siano i meccanismi molecolari legati ai fenomeni di resistenza farmacologica alle terapie standard e per scoprire nuove strategie terapeutiche per queste pazienti.
“Mi complimento con il gruppo di ricerca di Prato – aggiunge il direttore del Dipartimento Oncologico dell’Azienda Sanitaria, Luisa Fioretto – che dimostra come si possa svolgere ricerca ad alto livello anche in strutture ospedaliere a preminente vocazione clinica.”

Lotta ai tumori più efficace grazie ad software sviluppato dall’Oncologia di Prato

Medici e ricercatori pratesi hanno lavorato a stretto contatto con Cnr e Università per realizzare RadAR che consente di applicare l’analisi radiomica in campo oncologico. Il progetto finanziato da Fondazione Cr Firenze e Fondazione Pitigliani

Un nuovo traguardo della diagnostica per immagini nella lotta ai tumori è stato ottenuto a Prato dal lavoro congiunto dei ricercatori e fisici medici del reparto di oncologia del Santo Stefano, dell’Istituto di fisica applicata Nello Carrara del Cnr e dell’Università degli studi di Firenze che hanno sviluppato il software RadAR (Radiomics Analysis with R). Grazie ad esso l’analisi radiomica applicata in campo oncologico permette di fornire preziose informazioni sulle caratteristiche dei tumori, su eventuali mutazioni e sulla personalizzazione delle terapie oncologiche.
Lo studio è stato reso possibile grazie al generoso finanziamento di start up destinato all’Unità di Bioinformatica oncologica di Prato dalla Fondazione CR Firenze, e grazie alla collaborazione della Fondazione “Sandro Pitigliani”, attenta alle innovazioni in campo oncologico e da sempre impegnata nella raccolta di fondi per sostenere la ricerca portata avanti nella struttura oncologica pratese, diretta da Dr Angelo Di Leo che fa parte del Dipartimento oncologico aziendale diretto dalla dottoressa Luisa Fioretto.
Le recenti tecniche radiologiche come Tc, risonanza magnetica e Pet sono in grado di generare immagini di altissima qualità che negli ultimi anni hanno contribuito a migliorare la diagnosi e il monitoraggio di varie patologie, in particolar modo quelle oncologiche. Recentemente si sono iniziati a considerare i risultati di questi esami non solo come immagini, ma anche come preziose risorse di dati.
Questo approccio è molto promettente perché permette di identificare informazioni che altrimenti potrebbero non essere percepite dall’occhio umano. La radiomica è infatti una nuova disciplina che si occupa di estrapolare moltissime “caratteristiche” dalle immagini radiologiche che sono poi elaborate tramite opportuni metodi di analisi dati. Questo metodo può permettere diagnosi più accurate ma può anche fornire preziose informazioni su specifiche caratteristiche tumorali, come ad esempio prevedere la risposta ad un trattamento o evidenziare la presenza di particolari alterazioni genetiche e epigenetiche, che sarebbero ricavabili solo utilizzando altre tecnologie biomediche.
Per dimostrare l’affidabilità del software RadAR i ricercatori hanno utilizzato dati Tc di oltre 850 pazienti oncologici, ricavati da database open access disponibili in rete. Il software è stato distribuito in modalità open source tramite la piattaforma GitHub ed è disponibile gratuitamente per tutti i ricercatori interessati a questa nuova disciplina. La prestigiosa rivista internazionale Cancer Research ha pubblicato lo studio di ricerca.
“Quando abbiamo iniziato a lavorare su questi dati ci siamo subito resi conto che non esisteva un software dedicato alla loro analisi e soprattutto che mancava un consenso su come eseguire queste analisi – spiega il dottor Matteo Benelli, responsabile dell’Unità di Bioinformatica della struttura Oncologia dell’ospedale di Prato e coordinatore dello studio –. Queste tecniche generano una grande quantità di dati e pongono quesiti simili a quelli che quotidianamente riscontriamo nel nostro settore, quello della bioinformatica e della genomica dei tumori. Grazie ad un grande lavoro interdisciplinare abbiamo sviluppato RadAR e lo abbiamo reso disponibile a tutta la comunità di ricercatori. Speriamo così – continua Benelli – che il nostro software possa facilitare analisi complesse come quelle radiomiche e di contribuire alla diffusione di questa nuova disciplina che potrebbe avere risvolti importanti per migliorare la qualità delle cure dei pazienti oncologici.”
“Fin dalla creazione di questa Unità, abbiamo da subito voluto cogliere l’entusiasmo e la capacità innovativa di questo team di giovani ricercatori coordinati dal dottor Matteo Benelli – dichiara la presidente della Fondazione “Sandro Pitigliani” Giovannella Pitigliani Sini – fornendo supporto nella realizzazione dei loro progetti di ricerca e contribuendo a far conoscere i loro risultati”.
‘’L’aver partecipato alla creazione dell’Unità di Bioinformatica di Prato – dichiara il direttore di Fondazione CR Firenze Gabriele Gori – ci rende molto orgogliosi. Il nostro contributo di 300mila euro risale al 2017-2018 ed era destinato all’ acquisto di alcuni di quei sofisticati macchinari che hanno permesso a questi giovanissimi studiosi, guidati dal dottor Di Leo, di costruire un centro di eccellenza della nostra regione. Questa modalità di intervento, in cui enti pubblici e privati condividono strategie e risorse per avviare iniziative innovative, è sicuramente vincente come vediamo dai risultati che siamo in grado di raccontare a soli due anni dal nostro intervento. Essa è anche in linea con le priorità della Fondazione che sempre di più sarà concentrata a sostenere il talento dei giovani, l’innovazione e il progresso della conoscenza’’.